La questione dei libri di testo è sempre uno spunto di forte discussione all’interno del sistema scolastico italiano, molto spesso infatti le case editrici rinnovano le edizioni troppo in fretta, compromettendo il mercato dell’usato che consente alle famiglie degli studenti di risparmiare considerevolmente all’inizio dell’anno scolastico.
L’importanza del libro di testo
I libri di testo sono uno strumento fondamentale per la didattica: l’insegnante consulta quelli disponibili per la sua materia e infine sceglie quello che ritiene più completo o in linea col suo metodo di insegnamento. Il libro di testo è una guida essenziale per insegnanti e studenti perché rappresenta il materiale didattico per eccellenza: è il manuale da consultazione e il punto di riferimento sui contenuti da studiare. Il testo deve essere di supporto alla spiegazione in classe, deve essere chiaro ed esplicativo anche nel caso in cui si sia stati assenti alla lezione, per questo motivo la casa editrice ne affida la redazione ad esperti del settore, tra cui insegnanti e pedagoghi; deve inoltre conformarsi alle direttive ministeriali riguardo i contenuti e i programmi stabiliti per ogni annualità di corso. Per ogni grado di istruzione, dalle scuole elementari alle superiori, esistono numerosissimi volumi specifici destinati all’uno o all’altro indirizzo di studio. Nel caso di testi universitari si parla invece di manuali o saggi scritti nella maggior parte dei casi dagli stessi professori.
Provvedimenti riguardo i libri di testo
L’acquisto dei libri di testo costituisce la spesa più consistente delle famiglie all’inizio di ogni anno scolastico. Per poter risparmiare sui manuali già da anni esiste una florida compravendita dell’usato che consente di risparmiare fino al 30 o al 50%, talvolta però si può presentare il problema delle nuove edizioni che obbliga le famiglie ad acquistare alcuni testi esclusivamente nuovi. Per venire incontro alle famiglie il governo ha stabilito un calmiere dei prezzi e la disposizione per le case editrici di limitare il rinnovo delle edizioni, molto spesso differenziate solo per la disposizione degli argomenti o da un aumento di pagine minimo. Per le famiglie meno abbienti si può comunque ricorrere ad un aiuto da parte della scuola o delle istituzioni locali.
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Gli insegnanti di un istituto scolastico formano tutti insieme un organo denominato Collegio dei Docenti, il cui compito è, nell’ambito dell’autonomia scolastica, di regolare tempi e modi della didattica e di adoperarsi per il buon funzionamento dell’istituto.
Sono sempre di più i ragazzi che scelgono di approfondire lo studio delle lingue tramite soggiorni all’estero e anche i genitori sono ormai consapevoli del fatto che i viaggi di studio costituiscono una grande risorsa per il bagaglio culturale dei propri figli.
La riforma della scuola superiore ha implicato anche la modifica delle ore di frequenza settimanali negli istituti, così come l’impiego di queste in vecchie e nuove materie; questo rimescolamento cerca di tamponare i punti deboli di alcuni istituti e di rafforzare le specificità di altri.
La modalità principale con cui si collegano la scuola e il mondo del lavoro e quella dello stage, ovvero un periodo di prova all’interno di un’azienda per poter apprendere un mestiere o mettere in pratica conoscenze acquisite durante il percorso di studio.
Con la riforma Gelmini del 2010, la scuola superiore è stata riordinata secondo alcuni nuovi criteri: pur mantenendo le denominazioni di liceo o istituto, sono stati fatti alcuni cambiamenti sostanziali che coinvolgono anche la ripartizione delle ore di lezione e le materie trattate.