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	<title>Formazione e lavoro</title>
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		<title>Libri di testo</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 15:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Libri di testo]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa editoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[La questione dei libri di testo è sempre uno spunto di forte discussione all&#8217;interno del sistema scolastico italiano, molto spesso infatti le case editrici rinnovano le edizioni troppo in fretta, compromettendo il mercato dell&#8217;usato che consente alle famiglie degli studenti &#8230; <a href="http://www.iti-itas.com/senza-categoria/libri-di-testo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.iti-itas.com/wp-content/uploads/2012/02/Testi-300x196.jpg" alt="La scelta dei testi nelle scuole superiori" title="Libri di testo" width="300" height="196" class="alignleft size-medium wp-image-29" /><strong>La questione dei libri di testo è sempre uno spunto di forte discussione all&#8217;interno del sistema scolastico italiano, molto spesso infatti le case editrici rinnovano le edizioni troppo in fretta, compromettendo il mercato dell&#8217;usato che consente alle famiglie degli studenti di risparmiare considerevolmente all&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico.</strong></p>
<h2>L&#8217;importanza del libro di testo</h2>
<p>I libri di testo sono uno strumento fondamentale per la didattica: l&#8217;insegnante consulta quelli disponibili per la sua materia e infine sceglie quello che ritiene più completo o in linea col suo metodo di insegnamento. Il libro di testo è una guida essenziale per insegnanti e studenti perché rappresenta il materiale didattico per eccellenza: è il manuale da consultazione e il punto di riferimento  sui contenuti da studiare. Il testo deve essere di supporto alla spiegazione in classe, deve essere chiaro ed esplicativo anche nel caso in cui si sia stati assenti alla lezione, per questo motivo la casa editrice ne affida la redazione ad esperti del settore, tra cui insegnanti e pedagoghi; deve inoltre conformarsi alle direttive ministeriali riguardo i contenuti e i programmi stabiliti per ogni annualità di corso. Per ogni grado di istruzione, dalle scuole elementari alle superiori, esistono numerosissimi volumi specifici destinati all&#8217;uno o all&#8217;altro indirizzo di studio. Nel caso di testi universitari si parla invece di manuali o saggi scritti nella maggior parte dei casi dagli stessi professori.</p>
<h2>Provvedimenti riguardo i libri di testo</h2>
<p>L&#8217;acquisto dei libri di testo costituisce la spesa più consistente delle famiglie all&#8217;inizio di ogni anno scolastico. Per poter risparmiare sui manuali già da anni esiste una florida compravendita dell&#8217;usato che consente di risparmiare fino al 30 o al 50%, talvolta però si può presentare il problema delle nuove edizioni che obbliga le famiglie ad acquistare alcuni testi esclusivamente nuovi. Per venire incontro alle famiglie il governo ha stabilito un calmiere dei prezzi e la disposizione per le case editrici di limitare il rinnovo delle edizioni, molto spesso differenziate solo per la disposizione degli argomenti o da un aumento di pagine minimo. Per le famiglie meno abbienti si può comunque ricorrere ad un aiuto da parte della scuola o delle istituzioni locali. </p>
<p>Foto: emmi &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L’organizzazione del corpo docente</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Dirigenti scolastici]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[Normative ministeriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli insegnanti di un istituto scolastico formano tutti insieme un organo denominato Collegio dei Docenti, il cui compito è, nell&#8217;ambito dell&#8217;autonomia scolastica, di regolare tempi e modi della didattica e di adoperarsi per il buon funzionamento dell&#8217;istituto. Le assemblee degli &#8230; <a href="http://www.iti-itas.com/senza-categoria/l%e2%80%99organizzazione-del-corpo-docente/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.iti-itas.com/wp-content/uploads/2012/02/Insegnanate-300x200.jpg" alt="Gli insegnanti e la gestione scolastica" title="L’organizzazione del corpo docente" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-26" /><strong>Gli insegnanti di un istituto scolastico formano tutti insieme un organo denominato Collegio dei Docenti, il cui compito è, nell&#8217;ambito dell&#8217;autonomia scolastica, di regolare tempi e modi della didattica e di adoperarsi per il buon funzionamento dell&#8217;istituto.</strong></p>
<h2>Le assemblee degli insegnanti</h2>
<p>Il collegio dei docenti è presieduto dal dirigente scolastico, ovvero il preside d&#8217;istituto (o di facoltà), il quale indice le riunioni con gli insegnanti in orario extra scolastico per concordare programmi di studio, orario delle lezioni, la distribuzione della didattica all&#8217;interno dell&#8217;anno scolastico. Nel caso di problematiche particolari, il collegio può essere radunato anche per volontà degli insegnanti, purché siano almeno un terzo del totale. Secondo le regole di autonomia scolastica è possibile per un istituto iniziare o finire l&#8217;anno scolastico in momenti diversi rispetto alle disposizioni regionali, purché la didattica non venga compromessa e si svolga un monte ore complessivo regolare. Le interruzioni della didattica non programmate all&#8217;inizio dell&#8217;anno devono necessariamente essere recuperate, le modalità del recupero vengono anch&#8217;esse stabilite dal collegio dei docenti che delibera anche riguardo le modalità di promozione, recupero o bocciatura degli studenti. </p>
<h2>I problemi degli insegnanti</h2>
<p>Durante le riunioni fra docenti e dirigente scolastico, molto spesso gli insegnanti si consultano fra loro per interpretare al meglio le normative ministeriali, quali i cambiamenti di ordinamento e altri dispacci burocratici. I continui cambiamenti attuati dalle direttive ministeriali molto spesso non rendono semplice il lavoro dei docenti che, di volta in volta, devono adeguarsi a nuovi sistemi di valutazione. Molto spesso un responsabile aiuta il dirigente scolastico ad esplicare e svolgere il grosso delle incombenze burocratiche, è inoltre necessario un continuo aggiornamento di maestri e professori nei confronti dei programmi scolastici e dei libri di testo. A volte le normative che riguardano gli istituti scolastici potrebbero giungere anche da organi regionali o provinciali, creando delle differenze tra le varie zone d&#8217;Italia, o anche da una scuola all&#8217;altra, sempre per via dell’autonomia scolastica. Il collegio dei docenti serve perciò a fare il punto della situazione di volta in volta, non solo sulla didattica, ma anche per rimanere in regola con i vari ordinamenti. </p>
<p>Foto: Robert Kneschke</p>
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		<title>Viaggi di studio all’estero</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Aug 2011 15:13:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studiare all'estero]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto Erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi studio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono sempre di più i ragazzi che scelgono di approfondire lo studio delle lingue tramite soggiorni all’estero e anche i genitori sono ormai consapevoli del fatto che i viaggi di studio costituiscono una grande risorsa per il bagaglio culturale dei &#8230; <a href="http://www.iti-itas.com/tipologie-di-studio/viaggi-di-studio-all%e2%80%99estero/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.iti-itas.com/wp-content/uploads/2012/02/Aula-universitaria-300x200.jpg" alt="Studiare nelle università all&#039;estero" title="Viaggi di studio all’estero" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-23" /><strong>Sono sempre di più i ragazzi che scelgono di approfondire lo studio delle lingue tramite soggiorni all’estero e anche i genitori sono ormai consapevoli del fatto che i viaggi di studio costituiscono una grande risorsa per il bagaglio culturale dei propri figli.</strong></p>
<h2>Approfondire lo studio delle lingue</h2>
<p>Conoscere una o due lingue oltre la propria rappresenta quel qualcosa che al giorno d’oggi può fare la differenza, sia in ambito lavorativo che nel tempo libero e nei rapporti umani. I soggiorni all’estero possono essere un grande incentivo in grado di aumentare la motivazione dei ragazzi alle prese con lo studio delle lingue: le lezioni in aula, oltre a non  dare un’idea delle situazioni reali che si potrebbero presentare in un paese straniero, potrebbe anche spegnere l’entusiasmo dei più giovani o creare  addirittura avversione per le lingue. Un viaggio di studio di due o tre settimane all’estero può essere invece un’esperienza intensa ed elettrizzante, in grado di riaccendere l’amore per l’apprendimento. Apprendere sul posto infatti consente di entrare in contatto con lo stile di vita di altri paesi fornendo continui spunti di riflessione, una mentalità più aperta e la possibilità di mettersi alla prova. Molto spesso questi soggiorni, nel caso dei più giovani, si svolgono nei mesi estivi presso scuole di lingua specializzate che forniscono anche basi grammaticali. </p>
<h2>Le lingue e l’università</h2>
<p>Per gli studenti universitari sia delle facoltà di lingue che di altri ambiti, c’è la possibilità di approfondire la conoscenza delle altre culture effettuando soggiorni all’estero di diversi mesi. Ciò avviene tramite scambi di studenti, borse di studio e altri accordi internazionali tra gli atenei. Il più famoso è probabilmente il progetto Erasmus, che consente agli studenti di frequentare i propri corsi di laurea  presso altre università dell’Unione Europea. In questo modo un giovane può provare un’esperienza di vita all’estero e imparare meglio un’altra lingua, continuando a frequentare l’università. La durata dell’Erasmus è di 6 mesi, ma può essere estesa a 9, durante questo periodo lo studente  regola il suo soggiorno in completa autonomia, ma ha a sua disposizione il sostegno dell’università di origine e di quella ospite.</p>
<p>Foto: ZUMQUADRAT &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Insegnamenti nella scuola superiore</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 17:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Istituti professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Istituti tecnici]]></category>
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		<description><![CDATA[La riforma della scuola superiore ha implicato anche la modifica delle ore di frequenza settimanali negli istituti, così come l’impiego di queste in vecchie e nuove materie; questo rimescolamento cerca di tamponare i punti deboli di alcuni istituti e di &#8230; <a href="http://www.iti-itas.com/senza-categoria/insegnamenti-nella-scuola-superiore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.iti-itas.com/wp-content/uploads/2012/02/Scuola-300x200.jpg" alt="Istruzione" title="Docenti e alunni" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-11" /><strong>La riforma della scuola superiore ha implicato anche la modifica delle ore di frequenza settimanali negli istituti, così come l’impiego di queste in vecchie e nuove materie; questo rimescolamento cerca di tamponare i punti deboli di alcuni istituti e di rafforzare le specificità di altri.</strong></p>
<h2>Le materie degli istituti tecnici e professionali</h2>
<p>La riforma Gelmini prevede 32 ore di lezione settimanali, durante le quali verranno svolte materie formative peculiari a seconda dell’istituto. L’istituto tecnico, area tecnologica, è quello con gli indirizzi più numerosi: largo spazio viene dato alle materie scientifiche volte agli impieghi pratici  nell’industria meccanica, tessile, edilizia, agraria, chimica, informatica e delle telecomunicazioni; fanno parte di questa macro area anche gli istituti nautici e aeronautici, incentrati sul settore dei trasporti. L’altra area di interesse degli istituti tecnici é quella economica, che comprende ragioneria e finanza, ma ne fanno parte anche le scuole per il turismo, dove si studiano le tecniche alberghiere, l’accoglienza e la cucina. Gli istituti tecnici forniscono preparazione pratica e teorica, pertanto possono garantire l’accesso agli studi universitari. Per quanto riguarda gli istituti professionali, lo studio verte soprattutto su lezioni pratiche, con ampia libertà decisionale da parte dei singoli istituti riguardo la ripartizione di insegnamenti, orari e possibilità di esercitazioni e stage presso aziende esterne.</p>
<h2>Le materie dei licei</h2>
<p>Anche i licei sono stati riformati ma per quanto riguarda le materie c’è stato un implemento del monte ore dedicate alle materie scientifiche sia al classico che allo scientifico, mentre per tutti gli indirizzi è diventato obbligatorio fare almeno tre ore settimanali di inglese per tutti gli anni di corso. Nel liceo classico vengono aumentate le ore dedicate alla matematica, fisica e chimica, che nel vecchio ordinamento erano molto limitate. Per quanto riguarda lo scientifico, le materie tecniche diventano più centrali, mentre al linguistico diventa obbligatorio studiare tre lingue fin dal primo anno. I licei artistico e musicale radunano gli insegnamenti dedicati al mondo dell’arte, sia nelle modalità classiche che sperimentali e multimediali. Il nuovo liceo delle scienze umane contempla lo studio di pedagogia, psicologia e altri studi sociali, senza escludere il punto di vista economico. </p>
<p>Foto: auremar &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Scuola e mondo del lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 17:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Contratti di formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Istituti professionali]]></category>
		<category><![CDATA[Stage]]></category>

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		<description><![CDATA[La modalità principale con cui si collegano la scuola e il mondo del lavoro e quella dello stage, ovvero un periodo di prova all’interno di un’azienda per poter apprendere un mestiere o mettere in pratica conoscenze acquisite durante il percorso &#8230; <a href="http://www.iti-itas.com/formazione-lavoro/scuola-e-mondo-del-lavoro/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.iti-itas.com/wp-content/uploads/2012/02/Lavoro-300x201.jpg" alt="Approccio al lavoro" title="Stage" width="300" height="201" class="alignleft size-medium wp-image-14" /><strong>La modalità principale con cui si collegano la scuola e il mondo del lavoro e quella dello stage, ovvero un periodo di prova all’interno di un’azienda per poter apprendere un mestiere o mettere in pratica conoscenze acquisite durante il percorso di studio.</strong></p>
<h2>Come si svolge uno stage</h2>
<p>Solitamente gli stage vengono svolti da studenti di scuola superiore o università interessati ad apprendere una professione e prepararsi in questo modo al mondo del lavoro. Lo stage è un lavoro a tempo determinato, il periodo di prova viene stabilito fra l’azienda e l’impiegato e la retribuzione non è elevata in quanto il tirocinante si trova sul posto di lavoro per apprendere. A volte al periodo di formazione segue una effettiva assunzione da parte dell’azienda. Si tratta essenzialmente di un contratto di formazione nel quale il datore di lavoro fornisce all’impiegato, molto spesso alla prima esperienza lavorativa, la possibilità di apprendere conoscenze pratiche in un determinato settore lavorativo. Il tirocinio ha una durata variabile di due, tre, sei o anche dodici mesi, tuttavia, per limitare i rischi di sfruttamento la legge italiana prevede che ogni lavoratore non accumuli più 12 mesi totali presso le aziende: ad un periodo di stage deve seguire l’interruzione del rapporto di lavoro oppure un contratto di assunzione.</p>
<h2>L’importanza degli stage</h2>
<p>Gli stage sono un’importante risorsa per mettere in contatto la scuola e le aziende (sia pubbliche che private), per questo motivo spesso nascono collaborazioni tra gli istituti scolastici e gli imprenditori. Nel caso degli istituti professionali molto spesso vengono stipulati accordi con piccoli imprenditori locali che offrono agli studenti la possibilità di praticare un mestiere in cambio di una mano nel proprio negozio. Questo avviene anche negli istituti tecnici e in un certa misura a livello universitario, in alcune facoltà più che in altre. Ci sono comunque istituzioni universitarie che negli ultimi anni si stanno impegnando per permettere ai propri laureati di accedere più facilmente al mondo del lavoro: si tratta per lo più di piattaforme informatiche in cui vengono raccolti i dati di aziende in cerca di impiegati giovani e un database di laureandi e neolaureati. </p>
<p>Foto: FotolEdhar &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Scuola superiore: istituti e licei</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 17:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Istituto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Licei]]></category>
		<category><![CDATA[Lingua inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma Gelmini]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la riforma Gelmini del 2010, la scuola superiore è stata riordinata secondo alcuni nuovi criteri: pur mantenendo le denominazioni di liceo o istituto, sono stati fatti alcuni cambiamenti sostanziali che coinvolgono anche la ripartizione delle ore di lezione e &#8230; <a href="http://www.iti-itas.com/senza-categoria/scuola-superiore-istituti-e-licei/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.iti-itas.com/wp-content/uploads/2012/02/Studenti-300x200.jpg" alt="Scuola" title="Classe di studenti" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-7" /><strong>Con la riforma Gelmini del 2010, la scuola superiore è stata riordinata secondo alcuni nuovi criteri: pur mantenendo le denominazioni di liceo o istituto, sono stati fatti alcuni cambiamenti sostanziali che coinvolgono anche la ripartizione delle ore di lezione e le materie trattate.</strong></p>
<h2>Gli istituti e il liceo</h2>
<p>Gli istituti professionali si strutturano in cinque anni divisibili in due bienni e un ultimo anno singolo, ogni ciclo godrà di una sempre maggiore autonomia didattica, integrata con laboratori e stage. Diminuiscono i settori e gli indirizzi degli istituti tecnici, riducendosi a due grandi aree di interesse: tecnologica o economica, sempre con la suddivisione di due bienni e un quinto anno durante i quali, per ogni ciclo, verranno studiate materie sempre più specifiche. La maggior parte degli istituti d’arte confluiscono nel liceo artistico, aumentando l’offerta didattica e diversificando gli indirizzi di studio. Per quanto riguarda i licei, gli indirizzi rimangono più o meno gli stessi, con l’aggiunta del liceo delle scienze umane che, a tutti gli effetti, sostituisce gli istituti psico-pedagogici e sociali. Viene ristretta la scelta formativa nei licei classici e linguistici, concentrando l’attenzione sugli insegnamenti principali. I licei musicale e coreutico sono stati riuniti in uno solo con due indirizzi (musica o canto).</p>
<h2>Scegliere il liceo dopo le scuole medie</h2>
<p>Il passaggio dalle scuole medie alle superiori, in questo contesto, diventa più graduale, consentendo ai ragazzi di approcciarsi alle materie in modo sempre più specialistico. Il discorso vale soprattutto per gli istituti tecnici e professionali attraverso il nuovo sistema del 2+2+1. Le materie del liceo invece vengono più concentrate rispetto all’area di studio, per questo motivo è importante scegliere oculatamente il proprio percorso formativo; tuttavia rimane a disposizione dei singoli istituti un forte margine di autonomia scolastica. Vicino alla riduzione della mole di studio di alcune materie non prevalenti, si assiste anche all’aumento di alcune altre, come la matematica e, soprattutto, la lingua inglese, resa obbligatoria in tutti gli istituti per tutti e cinque gli anni. La riforma della scuola superiore quindi ha cercato di concentrare gli insegnamenti eliminando molte sperimentazioni, ponendo però maggiore attenzione sullo studio della lingua inglese.</p>
<p>Foto: lightpoet &#8211; Fotolia</p>
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